IL BOTA

IL BOTA

Non era propriamente un delinquente, ma era avvezzo, insieme ai suoi due scagnozzi, ad elargire scherzi veramente pesanti.

Incontravano una donna che andava al mercato a vendere i pulcini e senza dire una parola le sparpagliavano i piccoli per la campagna.

Se poi passava qualcuno con un cesto di uova gliele rompevano ad uno ad uno sghignazzando.

Naturalmente erano molto temuti.

Quella sera, il mio bisnonno e suo fratello, che facevano i trasportatori per terzi ed erano diretti a Milano, con un grande carro trainato da due grossi cavalli, se ne andavano tranquilli per la loro strada. Il BOTA si presentò con le mani sui fianchi ed intimò loro un ALT.

Loro si fermarono e il BOTA vide nella penombra che avevano entrambi due lunghi baffi.

Si rivolse agli scagnozzi, gli passò una scatola di fiammiferi e disse loro :” Brusegh i barbis !” (“Bruciate i loro baffi!”)

Il mio bisnonno e il mio prozio erano due uomini assai robusti e corpulenti. Scesero dal carro, presero i due scagnozzi per il bavero e li fecero ” zuccare ” uno con l’altro. Caddero nella polvere, ma si rialzarono in fretta ed il BOTA si affrettò a dire :” Lasciateli andare !” Intanto osservò bene i due carrettieri,per imprimersi le loro sembianze nella memoria e dopo alcuni giorni, quando alla luce del giorno li incontrò di nuovo con il loro carro, si tolse il cappello e li salutò deferente.

Purtroppo il, BOTA conosceva solo il linguaggio della violenza.