Lo scrigno e lo specchio
Racconti

CECE DAL DENTISTA

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Cece aveva quattordici anni ed era a casa di nonna Tita.

” Nonna, ho tanto male a un dente! ”

” Cece, apri la bocca, che voglio vedere “.

La nonna, da donna esperta qual era, subito intuì che sarebbe certamente stata necessaria un’estrazione.

” Domani andiamo dal dottore e ti darà qualche medicina contro il dolore “.

Il medico del Paese, cinquant’anni fa sapeva fare di tutto: piccoli interventi, medicazioni e all’occorrenza toglieva anche i denti.

L’ambulatorio aveva una squallida sala d’aspetto: due panche e due sedie di ferro smaltato di un bianco sporco. Non un colore, non un quadretto, solo l’anticamera della paura.

Quando Cece entrò con la nonna nell’ambulatorio vero e proprio, si trovò di fronte il medico: un uomo alto e robusto, che divenne subito il suo spauracchio, anche perchè indossava un grembiulone bianco, tutto macchiato di spruzzi non ben definiti.

Gli guardò in bocca e disse che il dente si doveva per forza togliere!

Cesare tremava dalla fifa, ma ormai era lì e non voleva dare in pasto a quell’omaccione, la sua paura!

Il medico prese una scatoletta di latta, vi mise all’interno una siringa di vetro, con un ago sicuramente spuntato, perchè usato ormai diverse volte. Mise il tutto in un pentolino pieno d’acqua, lo depose sopra un fornellino e quando l’acqua incominciò a bollire, tolse la siringa.

Fece sedere Cece, sempre più terrorizzato, su una poltrona nera come la notte buia e gli fece aprire la bocca.

Già con la puntura dell’ago, sentì un gran male e le sue lacrime scesero silenziose.

Il dottore si sedette tranquillo, si accese una nazionale con filtro e disse:” Tranquillo, finita la sigaretta, l’anestesia farà effetto “.

A Cesare pareva che quella sigaretta non dovesse mai finire…

Poi fu tutto un rumore metallico di ferri, ferretti e, ad un certo punto, il dottorone saltò a cavalcioni sulle ginocchia di Cece, gli mise una mano in fronte e mentre con l’altra brandiva la pinza, gli intimò : “Apri la bocca, uomo! Vedrai che in un attimo tutto sarà finito! ”

Sono passati cinquant’anni, ma quell’attimo, Cesare se lo ricorda ancora, perchè fu davvero interminabile!

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