Lo scrigno e lo specchio
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luglio 2018

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Racconti

PEPINO

Ero bambina e la mamma, una volta la settimana mi mandava a comprare le uova da Peppino.

Arrivata, bussavo, ma la sua porta era sempre aperta.

Entravo in una grande cucina, con un enorme camino ed un tavolone coperto per metà di tela cerata, su cui facevano da padroni un bottiglione di vino o bianco o rosso e una di quelle scodelle bianche , che oggi non si usano ormai più.

Peppino versava due dita di vino nella scodella e mi diceva, porgendomela:” Beva, dunen, beva! “

Avrò avuto nove o dieci anni ed il vino non mi piaceva affatto:” No, no , Peppino, non bevo, grazie!”

E lui puntualmente rispondeva:” Mah !”

Non capiva proprio perchè il suo vino non fosse considerato una leccornia.

Oggi volentieri berrei quel vino offerto con tanta generosità.

Peppino, di vino genuino come il tuo oggi ne gira davvero poco !

 

 

 

Racconti

I CAPELLI DI BETTINA

” Nonna, per mezz’ora sparisco, vado in bagno a lavarmi i capelli.

Donatella, ma sei esagerata, te li sei lavati quattro giorni fa: ogni lavada una strasada.

La mia amica Bettina sì che aveva una folta chioma, ma non se li lavò per quattordici anni !”

A questo punto mi incuriosii non poco, mi sedetti e volli che la nonna mi raccontasse di Bettina.

Era una gran bella donna, con lunghi capelli neri, folti e lucidi. Da sola si annodava la treccia, che le arrivava fino alla vita e davanti, sulla fronte aveva dei bei ricciolini, che le incorniciavano la fronte.

La sua non era una pettinatura , ma un’acconciatura.

Una volta al mese, con pazienza si disfaceva la treccia, si spazzolava con cura i capelli, se li tagliava qualche centimetro, poi riempiva una tazza di acqua ed aceto e con questa mistura si passava energicamente sia la testa che i capelli, che divenivano lucidi e brillanti.

Si rifaceva quindi la treccia, si agghindava  i riccioli e così per quattordici anni.

Quando fu anziana si decise a tagliarli corti e fu così che dopo quattordici anni se li lavò .

Donatella, se tu facessi come Bettina avresti una folta e lucida chioma”,

Io ascoltai a bocca aperta e pensai che era una storia incredibile, eppure la nonna non mentiva certamente.

Bettina per quattordici anni non si lavò la sua folta chioma….

Storia vera di un tempo passato.

 

Racconti

MARIETTA E LA TELEVISIONE

Siamo negli anni 60 e le prime televisioni entrano a troneggiare nelle case.

Sono accolte come miracolo della tecnologia.

Il signor Luigi fu uno dei primi ad acquistare la TV nella palazzina in cui abitavo.

Aveva tre figli e spesso io scendevo in casa loro a godermi la TV dei Ragazzi.

In casa c’era la vecchia nonna, che osservava attentamente lo schermo e si domandava quale diavoleria fosse entrata nella sua casa.

Un giorno la nuora Giuliana alzò la gonna, per sistemarsi l’elastico che teneva le calze di nylon, perchè il collant non esisteva ancora.

Nonna Marietta sbottò:” Giuliana, ma sèt sensa vargogna? Vadat no che li lu in television al varda propi chi? Un po’ ad pudur!! “

Giuliana rispose ridendo:” Ma sa cradla Marièta che a cl’om lì al vada in tut i ca d’Italia? “

” Ma sicur, a cl’om li am cuntrola tut. Mi stev mei quand a cla scatula lì la ghéra no ! “

Come cambiano in fretta i tempi, gli usi e i costumi! 

Marietta continuò a considerare la TV una diavoleria !!!

Racconti

STORIA VERA E COLORATA

Il signor Bianchi Antonio decise di mettere in vendita la sua vecchia casa, che ormai non gli serviva più, in quanto aveva fatto costruire una grande villa nuova.

Così disse a Luigi Verdi che lavorava come mediatore:” Voglio vendere la mia casa vecchia, vedi un po’ se riesci a trovarmi un acquirente “.

Dopo circa un mese Verdi fece incontrare Cesare Negri con Antonio Bianchi e in men che non si dica si accordarono sul prezzo della casa.

Negri scelse come notaio il dottor Rossi.

Presero l’appuntamento e davanti al notaio, Bianchi, che era un gran chiacchierone, si portò avanti: ” Siur nudar, venda Bianchi, crompa Negri, mediatur Verdi, e nudar Rossi “.

“Non ho tempo da perdere, mostratemi le carte d’identità e faremo il rogito”.

Davanti ai documenti il notaio si arrese.

Quell’atto notarile era davvero “arcobaleno ” e tutti insieme si fecero una bella risata….

Le coincidenze…..