Lo scrigno e lo specchio
Monthly Archives

gennaio 2016

image_pdfimage_print
Racconti

QUATTRO AMICI AL BAR

Era una giornata autunnale, con l’aria frizzantina e Fulvio, Gianni, Pietro e Luigi decisero di andare a caccia.

A loro piaceva non tanto sparare, quanto passeggiare per le campagne, osservare l’autunno, chiacchierare in compagnia.

Camminarono, camminarono…..

Ad un certo momento Luigi sbottò:” Mi veuri bev un café!” ( ” Io voglio bere un caffè! “)

Gli amici cercarono di dissuaderlo, perchè il bar più vicino distava ben due chilometri, ma Luigi insisteva:” Mi veuri bev un café!”

Così gli altri amici, con rassegnazione, decisero di dirigersi pure loro verso il bar…..

Arrivati, stanchi e sudati, entrarono e Fulvio disse:” Oste, per favore ci farebbe quattro caffè? “

Ma Luigi, che tanto aveva insistito per quella tazzina di bevanda calda, imperiosamente disse:” E mi al café al bevi no! ” ( “E io il caffè non lo bevo!” ).

Ma come? Ci hai così tanto assillati con la tua voglia di caffè ed ora non lo prendi? Ma che giochetto è mai questo? ” Naturalmente gli altri amici si spazientirono non poco!

E mi al cafè al bevi no! E mi al cafè al bevi no!”

Fulvio, Gianni e Pietro erano esterefatti:” E no, Luis, adès tal bev! ” ( ” E no Luigi, adesso lo bevi!” )

E mi al bevi no!”

E inveci adès tal bev!” E via di questo passo.

A questo punto Luigi si svelò :” Ma voi avete creduto davvero che io volessi bere un caffè? Caffè che viene dall’America, dall’Africa….quando qui, sulle nostre splendide colline si produce un nettare divino scacciapensieri?

Per me, gentile oste un buon bicchiere di bonarda, possibilmente di Montù! “

E mentre Fulvio, Gianni e Pietro si sorseggiavano una tazzina di caffè, Luigi centellinò il suo bonarda, felice come una Pasqua!

 

Racconti

LA LEGGENDA DELLE STELLE

Tanto, ma tanto tanto tempo fa, il cielo era una volta scura.

Non esistevano nè il Sole nè le stelle e le giornate erano estremamente buie e tristi.

Non vedevi mai nessuno alzare lo sguardo verso l’alto, con gli occhi sognanti, perchè sopra le teste degli uomini c’era nero, solo un incredibile nero!

Le fate del bosco facevano i loro incantesimi, ma seppur dotate di magia, provavano sempre un senso di paura, come se qualcosa potesse accadere da un momento all’altro , a sconvolgere la loro vita.

Provavano tante varie magie, ma non riuscivano mai ad illuminare il cielo.

Fata Virginia incominciò a cantare.

Si sa bene che le fate posseggono un’ugola d’oro, al contrario delle streghe che emettono una voce sgraziata!

Ma il delicatissimo canto di Clotilde non portò a niente.

Allora prese una decisione: chiamò, con un segnale particolare, tutte le sue sorelle sparse nei boschi e nei castelli e dopo essersi abbracciate e salutate, decisero di intonare un unico canto d’amore.

Tutta la Terra dondolò dolcemente e le note delle fate toccarono finalmente il cielo nero e si deposero un po’ qua un po’ là, dando finalmente luce!

Adesso il cielo era davvero pieno di stelle, il Sole illuminava il giorno e la paura sulla Terra svanì.

Quelle lucine che brillavano divennero sogno per tutti gli uomini.

Era bastata un’unione di fate che si voleva bene, per dar luce al mondo!