Lo scrigno e lo specchio
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maggio 2013

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Favole

LA SCALA DI NONNO FEDERICO

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Nonno Federico sapeva fare un po’ di tutto. Qui vicino alla mia casa, aveva un piccolo vigneto dove coltivava viti , che davano un vino, che pareva rosolio e che, quando lo vuotavi nel bicchiere faceva una schiuma alta due dita. Me ne faceva assaggiare qualche goccino e mi rimanevano i baffi rossi e ne avrei voluto ancora e ancora, ma lui mi spiegava che i bambini, il vino lo possono solo assaggiare.

Aveva costruito da solo le gabbie per i conigli bianchi, che allevava con carote ed erba freschissima, ma lui non mangiava i conigli, li teneva solo per farmeli accarezzare. Aveva preparato un bel  pollaio per le galline, che davano uova eccezionali; sembrava quasi fossero dolci. Aveva messo una bella panchina di legno all’ombra del grande fico, e davanti alla panchina aveva sistemato un tavolinetto fatto da lui e nei pomeriggi caldi d’estate ci sedevamo insieme sulla panchina a far merenda con pane e gorgonzola.

La cosa eccezionale, che aveva costruito, era una scala a pioli. Aveva misurato con precisione con il suo metro, perchè ogni piolo fosse alla stessa distanza dall’altro. Con la scala voleva arrivare fino al tetto della casa, per riparare qualche tegola, che si era spostata in una giornata di forte vento. Ma si era lasciato prendere la mano ed aveva continuato ad aggiungere pioli ed altri pioli ed altri pioli ed altri pioli ancora, finchè la scala raggiunse il pianeta Venere. Nonno Federico un giorno salì piolo per piolo, riposandosi di tanto in tanto ed arrivò fin là. Ha fatto amicizia con i venusiani, che spesso gli fanno fare qualche lavoretto. Un pezzo della sua scala si vede ancora, sotto il fico ed i pioli son di colore rosa. La vedi fino ad un certo punto, poi si perde nell’azzurro del cielo. E’ la scala di mio nonno Federico.