Lo scrigno e lo specchio
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luglio 2012

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Favole

DENTRO UNA NUVOLA

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Sono entrata in una nuvola. Era un sogno, che desideravo realizzare da tanto tempo. Ho scelto una di quelle nuvolette leggere e rosa, colorate dal sole che tramonta. Mi sono fatta , con estrema delicatezza un varco con le mani e mi sono ritrovata seduta su una soffice poltrona tutta azzurra, morbidissima e da lì, potevo rimirare lo spettacolo. Si udiva una musichetta allegra, di violini e vedevo chiaramente un girotondo di Angeli, dai colori delicatissimi, con abiti lunghi, in seta finissima e luccicante, con delle coroncine di fiori in testa fatte di violette bianche e viola, legate insieme da un nastrino di raso verde. Il girotondo degli Angeli avveniva a tempo di musica e quando passava davanti a me, ogni Angelo mi sorrideva in segno di benvenuto. Poco distante dal girotondo, ho visto un enorme  albero, carico di tanti frutti: pesche, albicocche, mele, kiwi, ananas, banane. Tu allungavi una mano ed il frutto, che desideravi, veniva danzando, verso di te e te lo mangiavi: dolcissimo, maturo, succoso, dissetante. In un altro angolo c’era un pianoforte a coda, tutto bianco davanti al quale era seduto un Angelo lilla ed appena la musica di violini cessava, l’Angelo sfiorava i tasti e dal pianoforte veniva una musica dolcissima.

Mi sono svegliata e pioveva. Ahimè! Forse la mia nuvola rosa si era trasformata in pioggia, ma io ero  felice ugualmente.

Adesso prova tu ad immaginare di entrare in una nuvola rosa. Cosa ci vorresti trovare? Io, se fossi in te, disegnerei il mio sogno dentro una nuvoletta.

Favole

ARANCIATA AMARA

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Era il mese di luglio e tutta la famigliola era al mare, in un paesino poco affollato, per fortuna. Papà, mamma e Lucia si stavano godendo la vacanza. Erano ospiti di una pensioncina linda e gradevole, dove la cucina era casalinga. Un giorno rimasero in spiaggia tutto il pomeriggio, a far tuffi, a giocare, a costruire castelli di sabbia. Lucia era una bambina socievole ed aveva fatto molte amicizie. Tornarono a tarda sera, perchè si godettero il tramonto sul mare e la cena era pronta: un bel minestrone di verdure, un’orata al cartoccio e tanta tanta dolce frutta. Dopo cena uscirono a fare una passeggiata sul lungomare, per godersi un po’ di fresca brezza che spirava dal mare. Lucia si mangiò una grossa coppa di gelato al cioccolato ed alla crema. Com’era buona e pannosa! Quando tornarono guardarono un programma alla TV e poi si coricarono nella loro stanza. Si addormentarono, stanchi della giornata, ma alle tre, Lucia si svegliò: “Papà, mamma, ho tantissima sete, tantissima!” La pensioncina non aveva un bar aperto anche la notte, però la mamma aveva portato in camera una bottiglia di acqua minerale. “No, non voglio quell’acqua, voglio l’aranciata fresca!” Naturalmente mamma e papà cercarono di convincere in ogni modo Lucia, a bere l’acqua ma lei continuava: “Voglio  l’aranciata, la mia sete ha bisogno di una fresca aranciata, vi prego!” Così il povero papà, si alzò, si vestì ed andò a cercare il più vicino bar aperto a quell’ora di notte. Fece parecchia strada a piedi, poi finalmente trovò l’aranciata fresca. Ritornò alla pensioncina stanco e quando porse a Linda la bibita ancora fresca, lei disse: “Grazie papà, ma non ho più sete.” Cosa passò nella testa del babbo ve lo potete immaginare, ma si trattenne. Disse soltanto: “E’ veramente un’aranciata amara e se la bevve tutta d’un fiato!”